lunedì 21 settembre 2009

2 giorni di Lombardia




Primo evento ed è stato un successo. La prima edizione della 2 giorni di Lombardia, anche se l’affluenza non è stata numerosa, ha riscosso pareri positivi. Le due cartine di Lanzo D’Intelvi e i due tracciati hanno messo a dura prova il fisico e la concentrazione degli atleti presenti. La prova long è stata poi appesantita ulteriormente da un diluvio prima della partenza. I dislivelli con pendii molto ripidi e scivolosi, le felci altissime che nascondevano i punti ed un paio di cadute nel fango che mi hanno sporcato la cartina, mi hanno creato notevoli problemi. Guardando gli split time ho notato che pochi sono riusciti a fare una gara regolare, e questo è una prova della difficoltà dei percorsi. Cercando la bastarda lanterna 90 al punto 11 della mia gara long ho pensato ad una pecca del tracciatore: poteva avvisare nel comunicato gara che era consigliabile portare con se un macete!
Non ho mai visto delle felci così alte, ma giravano voci che in una parte della cartina più a nord erano ancora peggio (percorso MA)! Favoriti gli appassionati dei percorsi ticinesi, dato che alcune tratte erano dei passaggi su delle coste molto ripide e chi aveva tanta benzina in corpo (questo discorso non vale per Stephen, perché le gare erano anche tecniche! Infatti pur avendo dei tempi parziali notevoli ha bucato entrambe le prove). I russi italiani hanno fatto man bassa con dei distacchi importanti, avvicinati solo da qualche straniero.
Di questa 2 giorni mi viene in mente solo un aspetto negativo: il gelo della stanza! Tutto il resto è stato ok, e anche se le mie prestazioni sono state un po’ sotto tono non è stato un problema, quando si corrono gare del genere va sempre bene, ed in genere torno a casa contento del weekend.Ultima cosa: non ho idea di quante magliette siano state vendute, ma sembra che abbiano avuto un notevole successo! Tutti l’avevano.

venerdì 21 agosto 2009

Argovia


Questa è l’immagine del temporale che sabato mattina ci ha accolto in Ticino mentre andavamo alla 3 giorni di Argovia. Visibile a centinaia di km. di distanza ci aveva fatto temere due giorni di bruttissimo tempo ed invece siamo stati fortunati come in Boemia. Nei pressi del Gottardo già era uscito un po’ di sole e poi dopo il tunnel abbiamo trovato delle temperature quasi più da pianura padana che le classiche dell’altipiano svizzero. Come al solito tutto era organizzato benissimo, anche se il prezzo è decisamente caro, soprattutto se paragonato a quello che avevamo speso dieci giorni prima! Un’altra nota dolente è stata la nostra prima gara (HAK): veramente facile, con poche scelte dato che partendo in coda avevamo oramai dei solchi da seguire. Le uniche difficoltà si sono rivelate con delle lacune nel disegno della carta, con alcuni particolari mancanti (per esempio: con 5 radici presenti ne venivano segnate solamente 2 e questo ha creato gli stessi problemi a tutti noi). Ne è venuta fuori quasi una campestre, anche se lenta, tipo le nostre ultime sprint, e la consapevolezza che comunque il movimento svizzero è veramente tosto e sa adeguarsi a qualsiasi terreno. Non commento i risultati delle donne 50! La mia gara è stata quasi perfetta e la velocità non male se paragonata al vincitore dell’HAL (un campione del mondo junior…) che confermava la lentezza complessiva del terreno, eppure ho preso una bella batosta dai primi e non solo da loro…però Alberto ha appurato che comunque era gente titolata, sembra moooolto titolata! Per pochi secondi sono riuscito ad avere lo scalpo del Dipa e ho contenuto il distacco da Alberto entro i limiti, anche a causa di un suo errore. Roberta si era difesa con onore in DAK: consideriamo che siamo sempre in Argovia! La partenza a caccia mi vedeva partire un minuto dietro al mito e forse a causa di questo “fiato sul collo” ha cominciato con una partenza a razzo con dei parziali notevoli. Io dopo una nottata senza il cuscino (dimenticato a casa) mi sono ritrovato con un fastidioso torcicollo e la gara compromessa, anche se domenica non sarei mai riuscito a prendere Ale, neanche con la mia migliore condizione: ottavo piazzamento di giornata per lui e a pochissimi secondi dalla quinta! E qui è un notevole risultato indubbiamente! Si è lasciato dietro anche Alberto, che in Argovia di solito si scatena nella gara a caccia ma che ha dovuto fare gara solitaria a causa dei notevoli distacchi. Ora mi attendono le vacanze al mare…ci si sente da una decina di giorni. Spero di riuscire a non perdere la condizione attuale: sarebbe un peccato, con tutta la fatica fatta in questi ultimi due mesi!

martedì 11 agosto 2009

5 giorni in Boemia










Una bella trasferta con delle gare veramente “toste”. Siamo stati fortunati con il clima ed è stata una vacanza da ricordare. I terreni dell’alta Boemia si sono rivelati molto ostici ed i tracciati massacranti e difficili. Ricordandomi della 5 giorni del 2003 mi sono iscritto comunque in M40A, una categoria nella quale difficilmente avrei potuto arrivare intorno a metà classifica. La concorrenza ed il livello, per noi italiani, erano troppo forti e, a meno che non si scelga una categoria più abbordabile, si rischiava di prendere delle sonore batoste. Per quanto mi riguarda ho avuto degli alti e bassi, però ho trovato le gare veramente difficili, soprattutto l’ultima tappa dove in alcuni punti stavo impazzendo, trovandomi a pochi metri dalla lanterne e nella condizione di non vederle. I tracciati mi sono sembrati ottimi, con delle fasi alterne di velocità e tecnica, con alcuni punti di attacco impossibili. Dopo la prima gara mi sono chiesto come avrei fatto ad arrivare in fondo alla 5 giorni perché ero distrutto, ma poi incredibilmente la stanchezza non si è fatta sentire più di tanto, anche se ho patito i crampi in un paio di occasioni. Forse il merito è stato delle succulenti cene con la ottima birra Pilsner e le gite suggerite dai Manfrin e Roberto. Un grazie di cuore a loro che ci hanno scarrozzato parecchie volte per raggiungere delle mete turistiche interessanti. Casa Italia era rappresentata dalla loro tenda sul campo gara: un ottimo rifugio visto le alte temperature.
Ale ha pazzamente affrontato la M21A, con anche delle distanze intorno ai 14 kmsf ma comportandosi più che degnamente, specie nella caccia finale. Roberta è stata costretta a scendere di categoria portandosi in C (che comunque era ancora una categoria non paragonabile a quelle che normalmente trova in Italia). Ester ha combattuto nella W35A, migliorandosi nelle due tappe finali e facendo registrare un parziale in una lanterna uguale al mio! Io avevo corso come un matto per non farmi battere, commettendo però un piccolo errore. Stelvio ha affrontato una categoria più giovane e si lamentava sempre dei suoi errori che rovinavano completamente le sue gare. Roberto era alla sua prima esperienza internazionale e alla fine è migliorato mettendosi dietro un po’ di gente più quotata ed esperta. Infine Eugenio e Nadia, che si sono comportati bene, soprattutto Eugenio che si è piazzato ottavo nella classifica finale…bisogna però dire che si sono risparmiati un po’ scegliendo qualcosa di più abbordabile rispetto alle loro possibilità! Dovevano continuare le loro vacanze fino a Berlino e quindi non era logico ammazzarsi di fatica.
Le note dolenti: come riscontrato nell’esperienza precedente anche quest’anno abbiamo trovato una certa lentezza, e in alcuni casi proprio cafonaggine, nell’essere serviti ai ristoranti. Sembrava quasi che ci facessero un piacere a cucinarci il cibo, e che proprio la sfortuna aveva portato dei clienti italiani nel loro ristorante. Solamente nell’ultima serata siamo stati colpiti dall’oramai inusuale cordialità della cameriera. Ed infine il regolamento della 5 giorni: una formula strana, dove i distacchi inflitti alla fine non si è capito come venissero tramutati in punteggi che a loro volta rivenivano tramutati in secondi per la partenza a caccia, dove logicamente non si poteva sbagliare e non si poteva scartare la propria prestazione.

domenica 2 agosto 2009

Val Cavargna











Uno splendido week end passato facendo trekking tra Plesio e il lago di Lugano. Parecchi i km. percorsi ma senza affaticarci molto. Parecchi i sentieri in mezzo a dei faggeti con alcuni intervalli e dei panorami su delle vallate incredibilmente ancora selvagge. Organizzato da degli amici dell'hash è stata un'ottima scelta. Ottima anche la sistemazione nel "bed & breakfast Valcavargna" a S. Bartolomeo di Cavargna. Economico e nuovissimo, una colazione abbondante e con il proprietario veramente gentile e disponibile: ci ha pure stampato la situazione meteorologica della mattinata! Lo consiglio! Unici nei: la segnaletica che è stata lacunosa in alcuni tratti (dove abbiamo dovuto sfoggiare doti orientistiche per ritrovare il giusto sentiero), alcune frane che hanno ostacolato non poco il nostro cammino, e la grandinata presa nel secondo giorno! Tutto il resto è filato liscio, dalla compagnia agli splendidi panorami. E' stato anche un buon allenamento per la prossima settimana di gare in Boemia, dove cercherò di non arrivare ultimo in M40.

domenica 26 luglio 2009

Premana






In una giornata stupenda ho affrontato per la prima volta una mini sky race. Non avevo la minima idea del tempo che avrei impiegato e del tipo di sentieri che avrei trovato. Unico riferimento erano i tempi segnati l'anno scorso da Vincenzo C. e Marco C. che però non facevano di sicuro comodo a me... Altro spunto era un altro tempo di un amico maratoneta (un personale di 2h. 55'....) che aveva provato per la prima volta sempre l'anno scorso, ma con uno scarso risultato: 3h. e 21'. Dato che era un mese che non correvo sono partito molto cauto, con la sola intenzione di finirla. Il problema che non potevo tenere un ritmo tipo Bolettone mi avrebbe fatto risparmiare energie preziose ma, nonostante l'inizio tranquillo, mi sono ritrovato con i miei tempi parziali presunti completamente stravolti. Ero in netto anticipo. Che stessi comunque tirando troppo? Non era possibile perchè non avevo il fiatone dei compagni di avventura vicini a me. Secondo problema: sono riuscito a fare una misera colazione alle 4:30 e cominciavo ad avere fame. I ristori erano numerosi e fornitissimi ma ho provato a mangiare una mezza barretta energetica con il risultato di avere la bocca completamente appiccicosa. Cominciavano improvvisamente a mancare le energie. Mi giro e vedo Alice Russian che mi sta raggiungendo. Non credo di aver mai fatto in una gara 1.000 metri di dislivello e le mie esperienze di corsa in montagna si basano solo sul giro del Bolettone, ma con un dislivello complessivo di 400 metri circa e una lunghezza di circa 11 km. Alcune tratte di sentiero mi sono parse anche molto tecniche e pericolose: ho capito perchè in caso di pioggia avrebbero cambiato il percorso. L'ultimo strappo mi è stato fatale: cominciavano i crampi "stile Remo" e lascio la strada ad Alice che era in gran rimonta, non solo su di me. La picchiata fino a Premana è stata un dolore unico, e solo nei primi 200 metri di dislivello sono riuscito a mantenere lo svantaggio da quelli davanti a me, poi tutti mi superavano. Comunque dato che avevo scollinato in 2 h. e 10', sicuramente avrei potuto fare un tempo molto inferiore alle mie aspettative, mi preoccupava oramai soltanto l'ultima salita finale in paese ed infatti saranno stati 300 metri di tormento con le gambe che non volevano muoversi: sembravo un bradipo! Da Alice, oltre ai due minuti accumulati in cima, perdo altri 5 nella discesa, ma comunque l'avevo finita e questo era già un successo! Neanche il tempo di cambiarmi (tra notevoli dolori provocati dai crampi) che mi perdo l'arrivo dei primi due della Sky Marathon. Il giovane fenomeno spagnolo Kilian Jornet Burgada batte il già suo record di 5 minuti staccando di poco più di un minuto il "vecchietto" messicano Mejia. Non mi resta che aspettare all'arrivo Beppe Magenes e Eduard Shutkovskiy. Per Beppe un miglioramento notevole: 5h. 01' e Eduard è arrivato ben più tardi....però eravamo già a mangiare...non resistevo più senza cibo! Una organizzazione perfetta ed un tifo quasi da stadio: anche l'ultimo è stato incitato come i primi. Però anche se è stata una bella esperienza non so se la rifarò un'altra volta! Per uno che abita in pianura sono dei terreni completamente ostici e difficili da digerire, anche se stupendi.

domenica 19 luglio 2009

Una bella gita










Visto che di correre non posso parlare, ho accettato l'nvito del Dipa per una camminata nel triangolo Lariano. Partenza dal Pian del Tivano, dove raggiungevamo Nicole e Yuko (avevano già fatto il giorno prima la tratta Brunate- Pian del Tivano) per salire al Monte S. Primo, pranzo alla capanna Martina e discesa fino a Bellagio. Da li dovevamo prendere il traghetto fino a Onno per poi prendere la macchina di Roberta e risalire al Pian del Tivano...se non ci fosse stato un piccolo inconveniente: le chiavi della prima macchina erano nella seconda! Cioè da dove eravamo partiti! Nonostante questo piccolo problema è stata una stupenda gita, con un panorama limpidissimo a 360 gradi. E' un po' lunga ma fattibile da tutti e se si prende con calma anche non troppo faticosa.